lunedì 30 novembre 2009

Riti familiari

Si sta avvicinando il Natale e la nostra famiglia si prepara a celebrare i riti che accompagnano questo periodo dell'anno.

Il rito è definito dal Devoto Oli come" il complesso di norme che regolano le cerimonie di un culto, ossia, sempre dal Devoto Oli, "il tributo di onore e di venerazione che si rende alla divinità con atti di adorazioni o preghiere" o "il profondo rispetto nei confronti di un ideale o di un'attività".
Per la nostra famiglia, il culto riguarda principalmente il rispetto della Madre Terra e dei cicli che regolano l'esistenza sul nostro pianeta.
Il solstizio d'inverno rappresenta un momento topico nell'arco dell'anno in quanto il Sole raggiunge la massima declinazione rispetto all'equatore celeste. Da questo momento, il Sole riprende il suo ciclo di ascesa per portare nuova vita sulla Terra.

In questo periodo dell'anno avviene il punto di svolta che porterà la Luce ad avere la meglio sul Buio e, da sempre, l'uomo ha celebrato questo evento con riti diversi ma aventi tutti un denominatore comune: la nascita ed il continuo ritorno della vita, simboleggiati da una corona fatta di rami di sempreverdi intrecciati.

Anche noi abbiamo preparato la nostra corona dell'avvento, molto semplice, dei rami di abete raccolti nel bosco dietro casa, un nastro rosso e quattro candele che ci accompagneranno fino al giorno del solstizio.




domenica 29 novembre 2009

In libreria

Domenica di pioggia, oserei dire qualcosina di più che una semplice pioggia, vere e proprie secchiate d'acqua gettate dal cielo sopra i nostri ombrelli, un'occasione per un lungo pomeriggio in libreria. L'idea era quella di trovare un libro che parlasse del Natale, da regalare ad Agata per il suo compleanno.
A dire il vero non abbiamo trovato nulla che proprio ci piacesse e che descrivesse quello che vorremmo raccontare alla Patata grassa... comunque non siamo usciti a mani vuote.

Per Natale abbiamo preso un libro di fiabe, ce ne sono di bellissimi, ma anche di orrbili, noi, seguendo i suggerimenti di Mamma Lisa, ne scelto uno con quattro fiabe: "I tre porcellini", "Il brutto anatroccolo", "Il lupo e i setti capretti", Riccioli d'oro e i tre orsi".

Presa dalla nostalgia per un passato lontano in cui mi rivedo con mio fratello a sfogliare il mitico "Il libro dei mestieri" di Richard Scarry, abbiamo acquistato anche quello.
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Non ho resistito a "Piccolo blu e piccolo giallo" di Leo Lionni
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E per finire un libro che ho preso tra le mani per curiosità, perchè a essere sincera le illustrazioni della copertina non mi attiravano per niente. Mentre lo leggevo mi sono scese le lacrime, lo so i soliti sbalzi ormonali...... Però è veramente molto carino, il titolo è "Che cos’è un bambino?" di Beatrice Alemagna.
Questo è un regalo per me!


martedì 24 novembre 2009

IO

Una delle tante sere. Sto preparando la cena assorta nei miei pensieri, tra uno sbuffo di vapore della pentola per la pasta, una chiacchera con la Dolce metà sulla giornata lavorativa, inconsciamente mi lascio accompagnare dal sottofondo della Patata grassa che borbotta, canticchia tra sè e sè canzoncine improbabili, corre di qui e di la rubacchiando furtivamente qualcosa dai cassetti o dal tavolo. Tutto nella norma, un tenero quadretto famigliare, quand'ecco che qualcosa nel sottofondo stona. Non mi focalizzo subito ma sento che nella solita musica c'è qualcosa di diverso.
Le mie orecchie si drizzano, e vibrano come quelle della "donna bionica", mi metto in ascolto ed ecco la nota diversa, tra i "discorsi" di Agata è spuntato un IO.
Rimango stupita e subito lo faccio notare alla Dolce metà, spiegandogli l'importanza di quell'IO. Corro subito a prendere il libro dove ho letto "il bambino che inizia a dire “Io”, inizia a riconoscere se stesso, a percepire il senso della propria unità corporea, a sentirsi dotato di un suo pensiero e di una sua volontà... ". Sono emozionata la mia piccola sta crescendo, l'emozione di trasforma in una sorta di nostalgia andando avanti nella lettura "..è’ una fase molto importante dello sviluppo, il bambino può muoversi bene ed andare verso nuove esplorazioni, si allontana e si avvicina rispetto alla figura di riferimento, sperimenta gli albori delle sue piccole aree di autonomia". Ma come autonomia? Non ha ancora due anni e già sta cominciando a staccarsi dalla sua mamma?

Per fortuna la Dolce metà pone fine al melodramma a cui stavo per dare inizio chiedendo ad Agata "Ma chi è io?" e la mia Patata grassa "Mamma".

lunedì 16 novembre 2009

ABCD Salone italiano dell'educazione

Venerdì in compagnia della Patata grassa, siamo andate a visitare l'ultimo giorno di ABCD "Salone italiano dell'educazione" che si è svolto alla Fiera di Genova. Nei giorni scorsi avevo letto il programma e nella sessione infanzia mi avevano incuriosita i Laboratori Montessoriani e il Laboratorio del Riuso Creativo.

Parto con il dire che sono arrivata alla Fiera con uno stato d'animo non ottimale, mi dimentico sempre quanto sia difficile girare per Genova con una bambina piccola avvalendosi del meraviglioso servizio pubblico. Salire su un autobus con una Patata grassa in braccio è faticosissimo, per fortuna c'è ancora qualcuno (sempre più raramente) che cede il posto a una povera mamma.

A Bruxelles, ai tempi in cui non avevo scoperto la fascia e il marsupio, e mi avvalevo di passegini e carozzine per portare la neonata Patata grassa, salire sugli autobus non era un problema, ogni autobus, so che sto per scrivere qualcosa che solo la fervida mente di Dick avrebbe potuto partorire, ha un posto riservato allo stazionamento delle carozzine. Cose dell'altro mondo.

Ma lasciamo perdere e torniamo al salone. Devo dire che sono rimasta delusa dall'organizzazione del Laboratorio Montessoriano, tutte le attività erano, o sembravano destinate ai piccoli alunni delle scuole montessoriane, l'unico momento informativo a cui ho assistito era rivolto anch'esso ai genitori degli alunni.

Francamente ritengo che durante questo tipo di manifestazioni, lo scopo principale di chi ha uno stand, e quindi rappresenta una scuola, dovrebbe essere quello di presentarla a chi si avvicina per chiedere informazioni. (Magari sono stata sfortunata io)

Unica nota positiva l'esposizione del materiale Montessoriano tra cui le carte tematiche, noi usiamo quelle bellissime oferte da Mamma Felice che ormai abbiamo tradotto anche in inglese, delle bellissime scatole di legno conteneti le lettere dell'alfabeto in corsivo e maiuscolo, le figure geometriche in legno, le aste numeriche.

Sicuramente interessante è stata la visita allo stand di Nati per leggere dove ci siamo soffermati a lungo, anche dopo la lettura del recente post di Rosita, le reponsabili dello stand ci hanno illustrato il progetto e mostrato alcuni libri.

Siamo tornate a casa, con un nuovo libro scelto da Agata, veramente carino, "I Puntini rossi" di Altan.

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sabato 7 novembre 2009

Le priorità di una donna

Sono giorni frenetici al lavoro, l'avvicinamento della chiusura dell'anno comporta ritmi serrati, se aver tanto da lavorare fa si che la giornata lavorativa passi più velocemente, è anche vero che la sera sono stanca e ultimamente trovare le energie per dedicarmi alla Patata grassa mi richiede, è brutto da dirsi, un grande sforzo, vorrei stendermi sul divano e dormire senza pensare a niente e a nessuno, ma vorrei anche giocare con le marionette, cantare le filastrocche, disegnare e fare mille altre cose. Ma la dura verità è, che anche se si supera la stanchezza, e il volto di una Patata grassa che ti chiede di giocare è meglio di mille energizzanti, il tempo è poco, e in quelle 3 ore che separano il nostro ritorno dal lavoro all'ora di nanna di Agata, devi concentrare tutto: il gioco, la cena, la preparazione per la mattina seguente.

Messa a letto Agata la mia sensazione è di frustrazione per le cose che non sono riuscita a fare con lei, per quello che non sono riuscita a darle, anche se so che entrambi facciamo sempre il massimo e che lei questo lo percepisce.

In questo stato d'animo mi è capitato di leggere sulla rivista di UPPA (n.4 di luglio-agosto 2005) un articolo molto interessante: "Mamma prenditi il tuo tempo", in cui purtroppo rivedo la condizione di molte donne, alcune delle quali vi ci si trovano per scelta, altre purtroppo per necessità. Se in una famiglia ci sono due contratti precari i discorsi di "conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro al fine di armonizzare le esigenze personali e familiari con le necessità organizzative aziendali" rimangono solamente sterili formulazioni di legge, che non consentono di optare per un scelta di vita in cui uno dei due rinuncia al lavoro fuori casa.
Spero che i tempi maturino e che, quando Agata sarà una donna, frasi come questa del sopra citato articolo ".... il ritratto di una donna che contemporaneamente lavora, si occupa dei figli e della casa, è bella, giovane, sorridente ma aggressiva .... insomma che possiede tutte le qualità necessarie per essere competitiva in un mondo dove il potere è ancora una prerogativa maschile" non saranno che il ricordo di un periodo passato, dove le donne, pur avendo fatto enormi e importanti conquiste, a mio punto di vista, subiscono una scala di priorità non dettata dal cuore.