martedì 29 settembre 2009

Come preannunciato sabato siamo andati a "Fa la cosa giusta".
Devo dire che è propria bella la sensazione di essere in un posto in cui quasi tutte le cose che ci sono rispecchiano te stesso. Per la prima volta tutti gli stand della fiera hanno riscosso un comune interesse in me e la "Dolce metà" - per inciso di solito io svolazzo da uno stand all'altro e lui mi aspetta immusonito - questa volta invece abbiamo girato tra gli stand dei pannolini lavabili, gli ecodetersivi, i vestiti di cotone biologico, i prodotti bio, la banca etica, il turismo sostenibile... insomma tutti temi che ci interessano e che abbiamo avuto modo di approfondire.

Siamo anche riusciti a seguire il seminario del pomeriggio "Decrescita istruzioni per l'uso" che si è concluso con l'intervento di Maurizio Pallante.

Per la prima volta abbiamo avuto modo di ascoltarlo dal vivo e, come sempre, le cose che ha detto rispecchiano a pieno il nostro modo di vedere ciò che ci circonda. Pallante ha un grande dono che è quello di riuscire a spiegare con esempi semplici concetti che a volte non sono di immediata comprensione.

Il suo pensiero porta a ragionamenti che spiazzano il pensiero comune e che difficilmente vengono anche solo abbozzati da qualsivoglia uomo politico. La critica di Pallante alla realtà socio-economica e al modello imperante di sviluppo è stata come sempre illuminante e si rimane perplessi nel constatare quanto poco queste idee facciano breccia fra la gente. Idee chiare, soluzioni a portata di mano, opportunità da cogliere in un momento di crisi economica mondiale e non le solite frasi fatte e schegge di ideologie rimaste dall'esplosione dei miti del passato.

mercoledì 23 settembre 2009

Consigli per la lettura....

Da quando è nata Agata mi è venuta una voglia irrefrenabile di leggere qualunque cosa riguardi i bambini.
Più leggo e più vorrei leggere, ogni cosa che scopro mi rimanda a un’altra.
Tanti mi dicono che non c'è bisogno di leggere libri per crescere i propri figli. Sono d'accordo non è necessario, ma leggere mi ha aiutato a capire quale approccio si addice più a noi come genitori nella crescita di Agata, anche se ogni giorno è l’istinto che ci guida nelle nostre azioni.
La lettura di alcuni testi semplicemente mi ha aiutata a mettere a fuoco alcuni pensieri latenti.
Leggere libri, articoli e blog di mamme mi ha permesso di scoprire i pannolini lavabili, e l’EC (elimination communication), l’allattamento prolungato, la fascia per portare i bambini, l'autosvezzamento.

Ecco quattro libri che mi sono particolarmente piaciuti.


Besame mucho di Carlos Gonzales, il primo che ho letto divoradolo.


Io mi svezzo da solo di Lucio Piermarini, peccato non averlo scoperto prima... comunque i suoi consigli sono stati utili.




La Scoperta del Bambino di Maria Montessori, tante idee che sto mettendo in cantiere




Il Bambino è competente di Jesper Juul, un punto di vista interessante.


Una cosa che sicuramente ho imparato è che i capricci dei bambini non sono quasi mai fatti per indispettire i genitori, ma spesso nascondono qualcos'altro.

Quando Agata fa un capriccio o ha comportamenti che per lei sono inusuali, mi fermo la prendo in braccio o mi abbasso verso di lei e le chiedo con calma cosa c'è che non va.

Lo so che suona molto sdolcinato, prima della nascita di Agata pensavo che queste cose non facessero per me, che sarei stata io a dettare i ritmi a mio figlio ma, come ho già avuto modo di scrivere, molte cose nel mio modo di pensare sono cambiate. Certo anche a me la sceneggiata mentre siamo in coda al supermercato non mi fa piacere, ma avere la forza di sfilarmi dalla coda chiedere ad Agata perchè si comporta così, non curarmi dei commenti della gente che pensa che sia una mamma senza polso, ormai mi viene naturale.

Il problema è sempre il tempo ma quando abbiamo deciso di avere un figlio, abbiamo deciso di dedicargli tutto il tempo possibile, anche se questo può vuol dire rifare la coda al supermercato!

mercoledì 16 settembre 2009

Anche noi finalmente abbiamo una bambola Waldorf

Mi sono innamorata delle bambole Waldorf. Le ho scoperte sui blog di alcune mamme che ne hanno realizzate di bellissime, una per tutte mamma claudia sul sito di "La Casa nella Prateria".
Proprio la lettura del suo post mi ha spinto a cercare più notizie possibili su queste creazioni.

Così, sempre navigando su internet e prestando attenzione ai consigli di Mamma Natura, ho acquistato il libro "Bambini e bambole. Compagni di gioco fatti in casa" di Karin Neuschütz.



L'ho letto d'un fiato, la prima parte è dedicata al gioco e a un excursus sull'uso delle bambole in passato, la seconda riporta le spiegazioni e i cartamodelli per realizzarle autonomamente.

Detto fatto.... ma non essendo (..ancora... prima o poi lo sarò) una provetta cucitrice, mi sono affidata alla mamma, nonchè nonna di "Patata grassa". Le ho lasciato il libro, le ho segnalato un sito (la nonna è anche una esperta navigatrice di Internet) dove reperire tutte le informazioni necessarie. Il sito è quello di "Pane Amore e Creativià" e il post è intitolato "Come fare una bambola Waldorf" dove Linda ha raccolto nel web tanto materiale da condividere.

Ed ecco la prima Bambola Waldorf di Agata e la prima realizzata dalla nonna... niente male direi.



Logicamente la "Patata grassa" non sembra ancora apprezzare un grancchè questo gioiellino che io adoro, anche pensando che è stato fatto con amore da mia mamma, è ancora troppo presa dal suo "Dodo"..... Vuoi vedere che sarà attirata dagli orribili bambolotti di plastica che piangono, fanno pipì, muovono la bocca e ormai pretendono anche di essere alattati.

Vabbò nel frattempo, visto che almeno questa bambolina, a differenza della mia, si lascia coccolare, ci giocherò io!

lunedì 14 settembre 2009

Piove

Non mi ricordo da quanto tempo è che non piove a Genova, comunque mi sembra che sia da molto tempo.
Oggi piove con tanto di tuoni. Le previsioni dicono che tutta la settimana sarà piovosa.
Ebbene in ufficio le mie colleghe si lamentano, non possono reggere emotivamente e psicologicamente una settimana di pioggia!
Tutto questo è normale? Ammetto che anche a me l'idea di dover partire al mattino per andare a lavorare, con l'ombrello, gli stivali, la giacchetta, non mi allieta. Sarebbe molto più romantico svegliarsi nel fine settimana, sentendo la pioggia che picchia sui vetri, e decidere di stare a letto ancora un po'.
Ma poi ci lamenteremmo che durante il fine settimana siamo stati chiusi a casa.
In un mondo normale, queste piogge dovrebbero preannunciare l'arrivo dell'autunno, l'abbassamento delle temperature, insomma il ciclo che continua.
Sarà che dopo aver vissuto per qualche anno in Belgio sono abituata alla pioggia e non mi da nessun fastidio. Sarà che mi sembra veramente esagerato sentire queste lamentele dopo un'ora di pioggia, sarà che.....................................oops ho dimenticato i panni stesi..........................

mercoledì 9 settembre 2009

Fa la cosa giusta

L'anno scorso abbiamo scoperto che a Genova si era svolta "Fa la cosa giusta" ovvero la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, quando ormai si era conclusa, quest'anno ci siamo ripromessi di andare a sbirciare. Infatti Genova ospita nuovamente la fiera nell'area del Porto antico il 25-27 settmbre.
Sono proprio curiosa! Il programma preannuncia tra gli espositori: aziende agricole biologiche, botteghe del commercio equo, associazioni e ong, operatori del turismo responsabile, bioedilizia e finanza etica, mobilità sostenibile, abbigliamento naturale... sembra interessante, e poi sono tutti temi che nell'ultimo anno ci hanno appassionato.

lunedì 7 settembre 2009

Solita routine

Eh sì siamo proprio tornati alla solita vita e stasera le nostre Ferrovie dello Stato ce lo hanno ricordato.
Arrivo alla stazione di Genova Brignole di corsa, e sebbene l'aria si stia rinfrescando la mia bella sudata me la sono fatta, mi dirigo al solito binario per prendere il Novara (gergo del pendolare che vuol dire: treno regionale delle ore 17.22 per Novara).
Per curiosità getto uno sguardo al tabellone, non si sa mai sia cambiato binario all'ultimo minuto. Infatti mi trovo a frenare a mo di cartone animato. Sul tabellone compare la scritta "SOPP"......... SOPP???? Come SOPP??? E ora? Sintonizzo le orecchie per captare gli annunci che sono importanti quanto inutili: primo annuncio: "il treno diretto bla bla è stato soppresso", dopo due minuti secondo annuncio "il treno blabla oggi avrà origine dalla stazione di Genova Principe" . La massa di pendolari si dirige a prendere il primo treno per Principe.
Soliti improperi, arriviamo e subito cerchiamo sul tabellone il binario su cui recarci.
Arrivati sul binario terzo annuncio "il treno blabla partirà dal binario blabla con 15 minuti di ritardo".
A questo punto sono ormai le 17.40 e si preannunciano ben 3 treni utili per raggiungere la stazione della mia meta: Ronco Scrivia uno diretto a Milano, uno ad Alessandria e il mitico Novara, tutti a distanza di 5 minuti l'uno dall'altro (ma la successione cronologia in questi casi non vuol dire nulla, vigono altre logiche superiori alla mente umana) Il dubbio ti assale su quale salire? Quale partirà per primo?
E qui i gruppi di pendolari si dividono perchè sposano teorie diverse sull'ordine di partenza. ognuno si affretta a salire sul treno prescelto e tende ancora di più l'orecchio... non è uno scherzo qui si ci si rimette la faccia ... i muscoli sono tesi, non si sentono più annunci di nessun tipo che riguardino la nostra sorte. Poi il fischio "Siamo noi?" SIII si chiudono le porte e partono gli sms di sfottò a chi ha sbagliato............. e anche stasera ce l'abbiamo fatta, e cosa ancora più importante non abbiamo perso la faccia.
Domanda é così difficile dire con quale ordine sono in partenza i treni, considerando che molte fermate sono uguali e che così facendo leveresti un po' di stress alla gente?
Risposta evidentemente si!

domenica 6 settembre 2009

Peekaboo

Una visita inaspettata durante un barbeque serale.....





Io con in braccio Agata, sono rimasta un po' sconcertata - e a dire il vero un po' impaurita - alla vista di questi occhioni. Agata, credendo fosse un asino, ha cominciato a gridare riproducendone il verso.
La "Dolce metà" per nulla agitata ha scattato delle fotografare.

Che un daino si avviccinasse così tanto ci è sembrato strano, solitamente appena sentono la presenza di inopportuni visitatori scappano, invece questo stava li a fissarci per nulla intimorito.

Due le ipotesi: forse gli eravamo simpatica come famiglia, o forse un comportamento così innaturale è dovuto a qualche idiota che, trovato questo povero animale da cucciolo ha deciso di tenerselo e di allevarlo, poi quando si è accorto che non era proprio una compagnia da salotto, lo ha abbandonato.

Non so come ma propoendo più per la seconda ipotesi.

Risultato: si avvicina agli umani e ne viene scacciato, si avvicina al suo branco e ne viene scacciato.

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