sabato 30 gennaio 2010

Lavagna di feltro

Ecco un'altra cosa scoperta navigando in Internet: la lavagna di feltro!
A dire il vero per ora mi ci diverto più io che la Patata grassa, ma sono fiduciosa che piano piano la utilizzerà sempre di più.
Visto che non avevo la pazienza di attendere di comperare un pezzo di compensato da ricoprire di feltro, ho utilizzato il dietro di una cornice a vista, di cui durante il trasloco si era rotto il vetro, e l'ho ricoperto con del vellutino adesivo, venduto a metri nelle cartolerie rifornite.
Le prime cose che ho preparato sono stati il bruco di "The very Hungry caterpillar" di Eric Carle, e i frutti che accompagnano la sua crescita.
Il libro, regalato dallo zio, ci è piaciuto molto e lo si può leggere soffermandosi di volta in volta sul tempo che scorre, sui nomi dei giorni della settimana, sul conteggio, insomma è veramente versatile. Abbiamo chiesto allo zio la versione in inglese, con l'intenzione di ampliare la nostra libreria in lingua inglese.
Ecco cosa abbiamo "creato"



Per chi avesse voglia, su questo sito dove tra l'altro ho trovato spunti molto interessanti per le nostre attività, si possono scaricare i modelli per la storia di "The very hungry caterpillar".

Sarebbe bello poter preparare le sagome anche per altre storie", purtroppo il tempo scarseggia.... e ora sono impegnata a confezionare una sciarpina per la Patata grassa.

L'idea che ho trovato, sempre sul sito, è quella di attaccare alle figure ritagliate dei pezzi di carta vetro. Detto fatto! il problema è che, mentre sul feltro la carta vetro "fa presa", sul vellutino no. Per cui penso che ricoprirò l'altro lato della lavagna con del feltro.

mercoledì 27 gennaio 2010

...."Per quanto riguarda i convogli del trasporto regionale, saranno garantiti i servizi essenziali previsti nella fascia oraria a maggiore mobilità pendolare: dalle ore 6 alle 9."....

Questo è uno stralcio di quanto si può leggere sul sito delle news delle Ferrovie dello Stato, relativamente allo sciopero del 27 gennaio.

Ne deduco che i pendolari si muovono al mattino per andare a lavorare nella fascia oraria 6-9, per cui possiamo raggiungere tranquillamente (?) i nostri amati luoghi di lavoro.

Mi sorge però un dubbio, quando sono terminate le canoniche 8 ore di lavoro, cosa ne è di questi pendolari? Forse si dissolvono nel nulla? Forse anche la casa da dove sono partiti si è dissolta.

Non ci sono fasce garantite per il rientro a casa, così si legge nella news.

Per fortuna comunque nessuna corsa di Freccia Rossa verrà cancellata. Sapendo questo ora sono più serena....

lunedì 25 gennaio 2010

L'e-book di bilingue per gioco

Più volte ho scritto di come la conoscenza delle lingue abbia influenzato la mia-nostra vita, nel bene e nel male. Proprio per questo, l'impegno che cerchiamo di mettere nell'introdurre graduatamente la conoscenza di una seconda lingua nella vita della Patata grassa, è il massimo.

Fino a un anno fa però, pensavo che solo le coppie bilingui avessero la fortuna di poter trasmettere questa conoscenza ai propri figli, poi sono "piombata" nel sito di Letizia "Bilingue per gioco", di cui avevo già parlato qui . Letizia, una ragazza italiana, sta crescendo suo figlio bilingue.

Questo mi ha incoraggiato, abbiamo scoperto di non essere folli e che, al contrario, c'erano altri genitori come noi, non madrelingui, che tentavano questo approccio. E come tutte le cose quando non ti senti solo sei più spronato ad andare avanti e quindi abbiamo continuato.

Sul sito di Bilingue per gioco ci sono molti consigli sul tipo di approccio, ci sono pareri di esperti e cosa importante le esperienze di altri genitori, con i loro consigli.

Oggi tutto questo materiale, e molto altro, è stato raccolto e razionalizzato in un e-book dal titolo "A che lingua giochiamo?". Questo e-book può essere acquistato al prezzo di mercato di 9,80 euro, grazie al grande lavoro svolto da Letizia.

Potete trovare il banner per acquistarlo anche su questo blog - e in questo caso una percentuale del ricavato arriva anche a me ;) - , il banner vi rimanda direttamente al sito di Bilingue per gioco, che comunque vi consiglio di girare.

Personalmente riteniamo che anche in Italia si stiano facendo alcuni sforzi per garantire l'apprendimento di una seconda lingua già in tenera età. Purtroppo però questi sforzi spesso lasciano il tempo che trovano, bisogna per cui attrezzarsi per superare queste carenze.

A voi la scelta, l'importante comunque è interessarsi a questo argomento.



Click here to visit Bilingue per Gioco.


giovedì 21 gennaio 2010

Una cosa intelligente l'hanno fatta.
Da più di un anno nelle stazioni ferroviarie di Genova Brignole e Genova Piazza Principe sono stati installati dei megaschermi, su ogni binario ce ne sono due, più due in corrispondenza di ogni sottopassaggio, e non ho contato quanti lungo la stazione.
Ricordo il primo giorno che vidi questa novità: erano tutti spenti, ma dentro di me ero felice, pensavo "Forse è un po' esagerato ma ora nessuno si potrà lamentare di non vedere e partenze e gli arrivi dei treni". Basta consultare il logoro tabellone di carta (giallo per le partenze e bianco per gli arrivi).
Il giorno seguente tutti i monitor erano accesi, tutti sincronizzati sulla pubblicità di un cioccolatino, poi di un'auto, e infine un non-ricordo-cosa, e finito il non-ricordo-cosa è ripartita la pubblicità del cioccolatino, poi di una auto e infine di un non-ricordo-cosa, e finito il non-ricordo-cosa è ripartita la pubblicità del cioccolatino, poi di un'auto e infine di un non-ricordo-cosa..... accidenti mi stavo incantando.
Peccato che questi monitor non si incantano ma sono proprio programmati così, trasmettono, ad un volume che dire esagerato è poco, spot pubblicitari (sempre la stessa sequenza che viene variata ogni toto giorni).
Sicuramente hanno ottenuto uno scopo: fare innervosire la gente che aspetta il treno. Fare uscire di testa quelli che aspettano un treno che è in ritardo..... stasera andrò a dormire con una musichetta oscena che ancora mi sta risuonando nelle orecchie.
Come al solito: grazie siete meravigliosi!

martedì 19 gennaio 2010

Favole

Siamo nel pieno periodo delle favole. Fino ad ora avevo raccontato le favole cercando di modulare la voce per non caricare di tensione i momenti drammatici.
Abbiamo però chiesto a Babbo Natale un libro adatto all'età di Agata, la scelta è ricaduta su Fiabe, di Anna Casalis, che racchiude quattro classici: I tre porcellini, Il Lupo e i sette capretti, Il brutto anatroccolo e Riccioli d'oro e i tre orsi.

More about Fiabe

Il libro ha delle illustrazioni carine che, giustamente, mostrano un brutto lupo intento a voler sbranare capretti e porcellini. Agata ha cominciato a indicarmi il lupo dicendo che è brutto e cattivo e che fa paura.

Leggendo alcune favole, nelle versioni originali, mi sono sempre chiesta se fosse giusto parlare ai bambini di personaggi così negativi, o se fosse meglio edulcorarli, quasi fino a ridicolizzarli. La lettura di un capitolo di "Come sviluppare tutti i talenti del bambino
" scritto da Evan Flaten, mi ha rassicurata:
Noi possiamo vedere che i bambini vanno in cerca di eccitazione, cercano il bene e il male. I bambini hanno bisogno di queste immagini che corrispondono a qualcosa che sta avvenendo nel loro sviluppo:paura dll'ignoto, paura di sentimenti strani. Le fiabe li aiutano a lavorare su tutto questo. è un peccato che tanti personaggi delle fiabe siano stati recentemente sdramatizzati.
Ho deciso quindi di leggere queste favole cercando di far capire alla Patata che il lupo non è solo cattivo ma è furbo e che si ingegna per trovare il modo di realizzare i suoi scopi.

L'unica favola che per ora non mi piace leggerle è il "Brutto anatroccolo".
Mentre adoriamo la favola di "Riccioli d'oro e i tre orsi". Mi ricordavo una versione diversa da quella della Casalis, per cui girando un po' su Internet ho trovato una mini-storia carina in inglese sul sito del British Council.
Per ogni favola ci sono delle attività connesse, per molte delle quali la Patata è ancora piccola, abbiamo però scaricato le figure che rappresentano la storia, e così proviamo a raccontarla in inglese con l'ausilio di queste immagini, soffermandoci sul nome degli oggetti.
Un punto di vista interessante e che mi ha fatto riflettere è quello di Claudia della Casa nella prateria, in questo post e nei commenti che ne sono seguiti.

mercoledì 13 gennaio 2010

Massaggio del bebè un gesto d'amore

Nelle lunghe giornata in cui stavo in compagnia della mia pancia a Bruxelles mi ero interessata alla pratica del massaggio sul neonato e sugli effetti benefici che ne possono ricavare sia figli che genitori.

Quando è nata Agata all'ospedale mi avevano informato che ogni comune organizzava diverse attività rivolte alle mamme e ai loro bambini, tra cui sedute di psychomotricité che terminavano con un massaggio del bebè.

Affascinata da questo modo di comunicare e di essere a contatto con il proprio figlio, ho approfondito l'argomento con un libro e, come al solito, mi sono fatta prendere dai facili entusiasmi.



More about Massages pour bébé



Nella mia mente mi ero già immaginata con la mia Patata stesa sulle gambe, avvolte da un buon aroma e da una musica rilassante. La realtà è stata tragica, la Patata NON AMAVA FARSI MASSAGGIARE.

Sapendo che così come sono utili i massaggi ben fatti, possono essere altrettanto dannosi i massaggi malfatti, arrivata in Italia ho cercato un corso rivolto ai genitori. Mi sono indirizzata all' Associazione italiana massaggio infantile.

Purtoppo i corsi o erano già iniziati o avevano orari impossibili da seguire per una mamma-lavoratrice, come quasi tutte le attività mamma-neonato.

Tutti questi segnali poco incoraggianti, mi hanno fatto desistere .... almeno fino a un mese fa, quando riprovando quasi per gioco, ho visto che ad Agata non dispiaceva farsi massaggiare.

Per cui una volta alla settimana ci concediamo questo piacere, non è un vero e proprio massaggio, perchè senza aver seguito un corso non mi azzarderei mai a fare esperimenti su Agata.

Ecco come ci prepariamo. Il momento prescelto è la sera prima di mettere Agata a letto, perchè è il momento in cui anche io sono più rilassata, cerco subito di capire se anche lei è ben disposta, perchè, come già detto, deve essere un piacere reciproco e non una forzatura.

Controllo che la temperatura della stanza sia confortevole, per non essere ossessionata dalla paura che possa prendere freddo. Scaldo le mani e l'olio e inizio a massaggiarla partendo dai piedi e le gambe per risalire fino alla testa.

Un inciso penso che la scelta dell'olio sia molto importante visto che penetra nella pelle, e visto che a seconda degli effetti che si vogliono ottenere si possono utilizzare olii differenti.
Io alterno l'uso di uno alla calendula e uno alle mandorle. Entrambi sono privi di sostanze chimiche, oli minerali,conservanti e fragranze di sintesi, oltre che non testati su animali .

venerdì 8 gennaio 2010

Divagazioni sulla raccolta differenziata

Lo so che sono noiosa, però a me l'acqua del rubinetto ha un sapore che proprio non piace!

Non metto in dubbio che sia controllata e quindi affidabile, è proprio una questione di gusto, in effetti anche molte acque in bottiglia non mi piacciono. Certo che se mi soffermo a pensare allo smaltimento delle bottiglie di plastica, ai chilometri che queste bottiglie debbono percorrere per giungere nei nostri supermercati e altre mille cose, quel poco che bevo si riduce ulteriormente.

Abbiamo deciso, allora, di comprare una caraffa con sistema di filtrazione.

L'acquisto non mi ha delusa, sarà suggestione ma l'acqua per me ha un sapore più gradevole. Naturalmente la Dolce metà, che in queste cose è molto più attento di me, mi ha subito chiesto "E il filtro dove lo buttiamo?".

Detto fatto sito Internet della casa produttrice, c'è un'area dedicata proprio al riciclaggio dei filtri, unico problema è che in Italia il servizio di riciclaggio non è ancora attivo.

Ehhh il problema della raccolta differenziata dei rifiuti....

Mi ricordo che appena arrivata a Bruxelles ero rimasta colpita dal loro sistema di raccolta dei rifiuti, come in molti paesi europei, e ormai anche in qualche comune italiano, ci sono giorni prestabiliti in cui viene fatto il ritiro della spazzatura davanti casa.

A Genova ci sono i cassonetti della rumenta per cui puoi buttare via il tuo sacchetto quando è pieno. Perciò il fatto di avere giorni prestabiliti, sacchetti colorati in maniera diversa a seconda del tipo di rifiuti, mi sembrava una limitazione alla mia libertà.... ero arrivata a organizzarmi per mangiare il pesce il giorno che coincideva con la raccolta dell'organico, altrimenti ci rimaneva in casa un profumo non proprio gradevole.

Ho sempre criticato il fatto di dovermi tenere per tre giorni di seguito la spazzatura in casa, anche se devo riconoscere che il sistema di raccolta porta-a-porta soprattuto per plastica, carta, lattine incentiva anche i più pigri a impegnarsi a raccogliere i rifiuti differenziandoli .

Per quanto le campane per la raccolta a Genova siano aumentate così come è aumentata la raccolta differenziata in Liguria, che nel 2008 si attesta intorno al 22%, sono ancora molte le persone che continuano a buttare ciò che gli capita per le mani tutto in un unico sacchetto, plastica, vetro, lattine, carta.

Le scuse per questo atteggiamento sono le solite: c'è poco spazio nelle case per tenere diversi cesti per la raccolta, le campane non per tutti sono agevoli da raggiungere, "tanto-poi-una-volta nella-discarica-mischiano-tutto-insieme".

Le prime due motivazioni non sono del tutto infondate, e per la terza... bè purtroppo più volte la cronaca ci ha fatto scoprire cose impensabili che danneggiano il buon operato che invece è consuetudine in tante parti.

Cambiare la testa delle persone è difficile ma certo, nella mia regione, bisognerebbe ripensare a un'organizzazione della raccolta differenziata, e in effetti nel 2009 in alcuni comuni liguri è iniziato il ritiro "porta a porta" di plastica, carta, vetro, lattine. Aspettiamo per vedere i prossimi dati su questa "innovazione".

Intanto ricordiamoci che volere è potere!

domenica 3 gennaio 2010

Buoni propositi

L'inizio di un nuovo anno dovrebbe offrire l'occasione per fare un bilancio su quello appena passato, e magari per provare a pensare a qualche buon proposito per il nuovo anno, ormai a tutti gli effetti iniziato.

Il 2009 è stato molto ricco. Ricco di soddisfazioni e di delusioni, di serenità e di nervosismo, di voglia di fare e di apatia. Insomma un anno impegnativo, un anno che sono contenta sia finito, ma anche che ci sia stato.

Tutte le contraddizioni di questo anno sono dovute principalmente a un profondo lavoro interiore che ha fatto emergere nuovi aspetti di me, che nemmeno conoscevo, e che in alcuni casi ha cambiato le mie priorità. La mia scala di valori si è rafforzata, ma non mi basta più che sia fatta di belle parole, voglio adoperarmi perchè sia qualcosa di sempre più concreto a cui Agata possa fare riferimento.

Di tutto questo vorrei lasciarmi alle spalle i sensi di colpa di "mamma part-time", di cui ho già parlato, di prendere come un dato di fatto che sono una mamma che lavora a tempo pieno (e in un periodo di crisi devo solo che esserne lieta) e ottimizzare ancora meglio i tempi trascorsi con Agata ... e anche quelli con la Dolce metà, che in questo 2009 ho molto trascurato.

Purtroppo so che tra lo scrivere e il fare c'è di mezzo il mare.

Un grazie sincero va proprio alla mia famiglia, e qui ricomprendo anche i nonni di Agata, che ha sopportato tutti i miei eccessivi cambi di umore, i miei nervosismi e le mie insicurezze.

sabato 2 gennaio 2010

Forse Samuel Beckett ascoltò un dialogo tra un padre e una figlia di 2 anni quando scrisse "Waiting for Godot".